La poesia che si trasforma in prodigio che sfugge alla ragione, che non cerca il passato ma il segreto del cuore che avanza in questa nostra nuova stagione: il prodigio della stagione del sogno.
Invochiamo nuova forza, dopo aver focalizzato ciò che vogliamo, seguiamo l’emozione rivoluzionaria della nostra vita, come se fossimo in una favola, in una passeggiata di una notte di mezza estate.
Così, oltre la ragione, muoviamo verso quello che sentiamo, il destino di diventare le persone che siamo destinati a diventare, attraverso i nostri sentimenti, muovendo da ciò che, appunto, è un prodigio. L’amore per il nostro sogno non ha catene, sogniamo perché poi non lo faremo più, giunti a quello che vogliamo, in uno stato in cui non ci sarà più dolore.
Prodigio
Rincorrendo all’indietro i ricordi immemori
che sfuggono alla ragione,
nella corsa verso l’inafferrabile giovinezza,
mai avevo sfiorato questo segreto,
il misterioso incedere del cuore ansimante di questa stagione.
E dove scorgevo una luminosa ma vaghissima visione,
ora emerge un’emozione insurrezionale e vivente,
un prodigio infinito, una favola e lucente e abnorme e notturna.
Giù e così con lo scrosciare dei sentimenti, con il magma,
viatico delle sensazioni, verso un fato,
incontrollabile dalla ragione, segreto anche per l’anima.
E giù ancora con folate di esaltazione,
con la verità dei nostri sogni, stillanti di poesia.
Non troveremo mai il punto dove è legata la catena del nostro amore..
Sognai l’amore ed ora non sogno più,
in questa voce c’è tutto ciò che non ho mai avuto,
poiché in questi tuoi occhi c’è la folgore,
la cessazione dal dolore.
Carax

